Bibliographie
315
I 4-
c en tspricht nämlich in weiten Teilen mehr einer Religionsphänomenologie und
° s mologie als einer Typologie.
j e B* der Untersuchung der Religionen „fehlt die historische Tiefe“ (p.l). Die Dar-
2(bj ln ^ ^ 6r Einflüsse afrikafremder Religionen ist nur knapp erwähnt (pp. 248 ff., 266,
d er ^dre es nicht gerade Aufgabe der Religionsforschung, diese Tiefe und Breite
Ziehungen aufzudecken ? R. L. Wannyn (L’art ancien du métal au Bas-Congo.
^eis^ eS B ar Wavre 1961) zeigt, wie weit man allein schon mit wenigen linguistischen Hin-
im T n ^ 0rnrnen kann. Soziale Beziehungen zur Religion sind zwar erwähnt, tauchen aber
ext unter und erscheinen daher bedeutungslos. So bleibt es dem interessierten Leser
j^ e ji s*m, sich selbst mit Hilfe der reich angegebenen Literatur an das Verständnis der
fidlen Afrikas im einzelnen heranzutasten.
H. Christoffels.
L aw “ bun » Stephens. G . Church Law and Bantu Music. Ecclesiastical Documents and
18 1 ° n ^ acre d Music as Applied to Bantu Music. (Neue Zt. f. Miss.-Wissenschaft, Suppl.
sp r ^ Xl -2ll pp. in 8°. Schöneck-Beckenried 1963. Neue Zt. f. Miss.-Wissenschaft. Preis :
eccle T aarn ° di fronte a un’opera ben riuscita. Lo studio, che l’Autore fa qui sulla legge
au a Slas Eca del canto sacro, assume un grande interesse per tutti coloro che si appassionano
Autor US ^ Ca sacra (136 pagine su 211), anche prescindendo dalle considerazioni fatte dall’
zi 0p i Su da musica dei Bantu. La ricchissima bibliografia, il grande numero di note, cita-
l° rari( _ a PP e ndici attestano il grande impegno con cui la tesi è stata trattata ; esse avva-
Co ndot a Punto il presente libro da renderlo indispensabile. Degno di nota è il parallelo
pu r ^ ° Ea la poesia biblica e la poesia bantu, con buoni esempi di canti bantu, limitati
M iSSio °PP° Mie sole parole. Siamo d’accordo nel deplorare il fatto che in vari luoghi i
ta lv 0 i t nari Conti numo ad insegnare ai loro fedeli solo musiche occidentali : esso dipende
iu Se a ^ a Pa mancanza di cognizioni musicali da parte dei Missionari, che si limitano ad
au COr a ^ T S °^° i canti appresi in seminario. Esiste però anche un’altra causa, più incresciosa
r Aen
Molti
eudoli
evoluti africani, non esclusi alcuni sacerdoti, rifiutano i canti sacri africani
un ritorno alle espressioni selvagge ; temono d’essere considerati come primi
tivi.
(PasutT es P er ienza personale nel Sudan posso aggiungere quella del Bro. Basil
W^i n<a ) e dei missionnari dell’Uganda : un’arte non può essere selvaggia anche se
di q a ' E arte musicale africana non è primitiva affatto nonostante l’incomprensione
ari honi ' 6 ° Cc Mentale caparbio. La musica africana basata sui grandiosi effetti fisici
Ce Uza (jgj de * su °i tamburi è nata gigante, ma non sa camminare per mancanza di conos-
U ^nica^ 81 ] a tecnica - È necessario dare agli Africani una scuola musicale, ove si insegni
ail §Ura y ^ oro musica, acusticamente più ricca di quella occidentale. È ciò che si
tutore (p. 181). Filiberto Giorgetti.
^*4 pp Earrington. Bringing up Children in Ghana. An Impressionistic Survey.
Efice ; 4^^*' ^Eh 128 fig. on pl. and 1 map. London 1962. George Allen & Unwin.
^fcz pjj n ^ C E en< ie Monographien über Kindheit und Kindererziehung, wie wir sie von
Margaret Mead, Otto Raum, Margaret Read, John Whiting, Marie-
SlI M XxpEN < H. M. Ammar, Hilma Granqvist, Dorothea Leighton u. a. kennen,
In stlt er n ° c B selten in der ethnographischen Literatur. Es ist daher zu begrüßen, daß
q r °S r arnrn ltC Education des University College of Ghana ein umfassendes Forschungs-
^ u deat eri 111 *^^ eser Richtung aufgestellt hat. Schon in den 50er Jahren wurde von den
% ^ie*** Instituts in gesteuerter Feldforschung reiches Material aus verschie-
V °H (ien en U ^ en Ghanas zusammengetragen. Die so entstandenen 40 Thesen des Institutes,
meisten über 100 Seiten stark sind, wurden daraufhin analysiert. Eine