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Die Rassen und Völker der Menschheit

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CC BY-SA: Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen 4.0 International. Weitere Informationen finden Sie hier.

Bibliographische Daten

fullscreen: Die Rassen und Völker der Menschheit

Zeitschrift

Strukturtyp:
Zeitschrift
Werks-URN (URL):
https://digi.evifa.de/viewer/resolver?urn=urn:nbn:de:kobv:11-714784
URN:
urn:nbn:de:kobv:11-714784
Persistenter Identifier:
BV041217508
Titel:
Globus
Untertitel:
illustrierte Zeitschrift für Länder- und Völkerkunde
Weitere Titel:
Globus
Erscheinungsort:
Braunschweig
Verlag:
Vieweg
Erscheinungsjahr:
1862
Sammlung:
Zeitschriften und Zeitungen > Zeitschriften zur Ethnologie
Wissensgebiet:
Sozial- und Kulturanthropologie > Allgemeines

Zeitschriftenband

Strukturtyp:
Zeitschriftenband
Werks-URN (URL):
https://digi.evifa.de/viewer/resolver?urn=urn:nbn:de:kobv:11-708377
URN:
urn:nbn:de:kobv:11-708377
Persistenter Identifier:
DE-11-001723743
Titel:
Globus, 14.1868
Verlag:
Vieweg
Erscheinungsjahr:
1868
Signatur:
LA 3252-14
Sammlung:
Zeitschriften und Zeitungen > Zeitschriften zur Ethnologie

Inhaltsverzeichnis

Inhaltsverzeichnis

  • Anthropos
  • Anthropos, 7.1912
  • Vorderer Einband
  • Vorderer Buchspiegel
  • Vorsatzblatt
  • Titelseite
  • Inhaltsverzeichnis: Index
  • Zeitschriftenheft: Bd. 7, 1912, Heft 1
  • Zeitschriftenheft: Bd. 7, 1912, Heft 2
  • Alex: Le Culte de la Société Secrète des Imandwa au Ruanda
  • Wolf, Franz: Beitrag zu Ethnographie der Fo-Neger in Togo. (Fortsetzung)
  • Cozzi, D. Ernesto: La donna albanese con speciale riguardo al diritto consuetudinario delle Montagne di Scutari
  • Soury-Laverone et de la Devèze: La Fête de la Circoncision en Imerina (Madagascar): autrefois et aujourd' hui
  • Van Oost: Chansons populaires chinoises de la région Sud des Ortos. (Suité)
  • ten Kate, H.: Beiträge zur Kenntnis des japanischen Volksglaubens
  • De Aranzadi, Telesforo: De cosas y palabras vascas
  • Koch-Grünberg, Theodor: Betóya-Sprachen Nordwestbrasiliens und der angrenzenden Gebiete
  • Schmidt, W.: Die Gliederung der australischen Sprachen. (Fortsetzung)
  • Danksagung: Hohe Auszeichnung der Herausgebers und der Mitarbeiter des "Antrhropos"
  • Junod, H. A.: Analecta et Additamenta
  • Miscellanea
  • Literaturverzeichnis: Bibliographie
  • Literaturverzeichnis: Avis
  • Literaturverzeichnis: Zeitschriftenschau. - Revue des Revues
  • Zeitschriftenheft: Bd. 7, 1912, Heft 3
  • Zeitschriftenheft: Bd. 7, 1912, Heft 4
  • Werbung
  • Nachsatzblatt
  • Hinterer Buchspiegel
  • Hinterer Einband
  • Farbkeil

Volltext

316 
D. Ernesto Cozzi, 
Essendo somma vergogna pei due futuri sposi di farsi vedere od incon 
trarsi assieme prima delle nozze, sì che le ragazze si astengono perfino dal 
recarsi in chiesa per non imbattersi nel fidanzato, se questi è della stessa 
parochia, tali fidanzamenti succedono di solito senza che i due promessi si 
conoscano neppur di vista 1 . Si dirà allora che i matrimoni si fanno alla cieca 
e che è impossibile, riescano bene. Ciò può succedere; però se non è lecito 
al decoro di entrare in quella famiglia, pure nessuno proibisce di potersi 
informare sul carattere e sulle doti della futura sposa 1 2 . 
Giova inoltre osservare che tali fidanzamenti avvengono sempre tra 
famiglie di diversa tribù, mai poi della stessa discendenza. I membri di uno 
stesso stipite {bark — ventre) sono sempre consanguinei e parenti; nulla importa 
che sia molto remota la parentela; essi sono rami dello stesso albero; una è 
l’origine, sono tutti fratelli e sorelle; e niuno può autorizzarli o dispensare 
a contrarre matrimonio. 
Oltre gli impedimenti ecclesiastici del matrimonio concernenti la con- 
sanguinità, l’affinità e la parentela spirituale in queste montagne si considera 
anche come parente in grado proibito pel. matrimonio quello che taglia la 
prima volta i capelli ad un bimbo 3 4 , e ciò sia riguardo al bimbo, come pure 
riguardo alla madre sua; inoltre colui che ha assistito quale testimonio 
di un matrimonio, sì che non potrebbe, secondo l’opinione pubblica, fidan 
zarsi colla sposa che accompagnò all’altare, nel caso rimanesse vedova. Così 
pure non è lecito di maritarsi fra loro i parenti più prossimi di due pro- 
batini*. 
Noto inoltre che i fidanzamenti ed i matrimoni fra persone di diversa 
religione, se nei passati tempi erano abbastanza frequenti, ora avvengono 
assai di rado, e solo nelle tribù più remote di Nikaj, Merturi. Nella grande 
Malcija al presente (1910) non si ha che un caso, in cui un turco convive 
con una cattolica, ed inoltre due cattolici che si unirono con due ortodosse 
montenegrine, delle quali una vive in concubinato, avendo il marito la sua 
1 Tipica è la domanda che questi montagnoli si rivolgono uno all’ altro in occasione di 
qualche matrimonio nella tribù: «si i kaa dal nùsia N. N.?» vale a dire: «come gli è toccata 
la sposa a N. N. ?» E chi ha potuto vederla o conoscerla, risponde dando il suo parere. 
2 Del resto molte volte ho veduto questi montagnoli fingersi quali mendicanti, oppure 
quali viandanti pur di poter pernottare nella fanniglia, dove hanno intenzione di fidanzare una 
giovane ed aver così il mezzo di conoscerla personalmente. 
* V’ ha T uso fra gli Albanesi, anche musulmani, che un anno o due dopo la nascita di 
un bambino, sia maschio o femina, gli si rade la testa. Questa funzione viene affidata di solito 
ad un amico, il quale con ciò diventa compare (kumar) coi genitori del bimbo. Degno di nota 
si è che ai maschi vien rasa la testa colla luna crescente, ed alle femine colla luna calante. I 
montagnoli considerano quest’ atto che chiamano «aver un s. Giovanni = me pas sh’ Njon» come 
una parentela spirituale più forte del battesimo, ed è talmente rispettata che uno dei giuramenti 
più solenni, al quale mai si manca è «per sh’Njon qi kena! — pel s. Giovanni che ci lega!» 
4 Probatinat = fratelli di sangue. La cerimonia del probatinato consiste nel pungersi due 
amici il dito mignolo, finché ne sprizza il sangue che lasciano colare in due bicchierini conte 
nenti dell’ acquavita, e di poi scambiandoli a vicenda 1’ uno beve il sangue dell’ altro. Dopo tale 
cerimonia i due amici si considerano come fratelli di sangue. La loro amicizia diventa indis 
solubile si da costituire un vincolo tanto sacro, che i lor figli e parenti prossimi in primo grado 
non possono unirsi in matrimonio fra di loro,
	        

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